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Formigoni ed il carcere

Non ho mai avuto alcuna empatia nei confronti di Formigoni; né tale sentimento è mutato nelle attuali situazioni.

Non credo che sia simpatico a molti:forse ciò è dovuto a quel tratto di arroganza e di attitudine al comando, probabilmente dovuti ai tanti anni di potere.

Ciononostante non può non sorgere un certo disorientamento per tutto quanto predisposto da alcune disposizioni di legge che sembrano siano state predisposte per lui e per altre persone nelle medesime situazioni.

Infatti, se pure è vero che nei confronti di persone accusate di alcuni reati contro la Pubblica Amministrazione, i cittadini appaiono oggi particolarmente intolleranti, questo non deve comportare (come purtroppo per lo più accade) di ‘passare costantemente dal massimo di tolleranza all’indignazione feroce abolendo le stagioni grigie che dividono i due sentimenti.

Prima si tollerava tutto e si faceva finta di non vedere, oggi invece si “grida” all’indignazione per qualsiasi episodio di corruzione per il quale non sembrano esistere pene così gravi da essere adeguate!

Le sovraesposte considerazioni ci riportano al caso concreto: alcune recenti disposizioni di legge sembrano essere state scritte proprio per Formigoni e per poche altre persone.

Un anno fa Formigoni non avrebbe mai attraversato la soglia del carcere ma avrebbe usufruito di due disposizioni di legge che, a mia opinione, ci rendevano più umani e più civili : mi riferisco a quella relativa all’espiazione della pena in detenzione domiciliare per gli ultrasettantenni o all’espiazione attraverso l’Istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale per la durata della pena stessa. Invece, come è noto, da poco tempo è stato aggiunto, nel trattamento penitenziario all’art. 4-bis, unitamente ai tanti gravi reati ivi riportati, anche quello della corruzione.

Ma quando una disposizione di legge entra in attuazione, senza che vi si una motivazione giuridica o metagiuridica che ne sostenga l’introduzione, ma solo per un’esplicazione di ferocia che rende la legge disumana, questa legge è una cattiva legge.

I casi contenuti nell’art. 4-bis ord.pen. si riferiscono sempre ad un’elevata pericolosità sociale per la quale viene suggerita la sospensione delle mitigazioni onde non compromettere proprio l’ordine sociale e per evitare che vengano compiuti ulteriori reati.

La stessa analisi vale per l’Affidamento in prova specialmente nei casi in cui parrebbe evidente una mancata Giustizia nei confronti degli autori di gravi e pericolosi reati.

Ma sinceramente se Formigoni avesse espiato o espiasse a casa sua la pena che gli è stata irrogata né io né gli altri cittadini ci sentiremo “in pericolo”; così come nel caso lo stresso fosse stato ammesso all’affidamento in prova ci saremmo sentiti in pericolo incontrandolo di sera in una strada periferica.

Ben diversamente, nelle ore buie ed in periferia noi giriamo con grande preoccupazione per tutti i delinquenti che sono in circolazione e contro i quali pare che non ci sia rimedio.

Forse sarebbe il caso di “barattare” un Formigoni in espiazione pena domiciliare, oppure in affidamento in prova, in cambio di qualche “avanzo di galera” in un ambiente a loro più consono.

La Legge non deve essere barbara o feroce, deve ottenere lo scopo: e lo scopo dell’art. 4-bis ord.pen. non è quello di rendere la pena una tortura ma di reinserire in società chi ha sbagliato e nel frattempo far vivere in tranquillità i cittadini comuni anche di sera nelle periferie cittadine.

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